giovedì, settembre 28, 2006

C'è Tanto da Imparare!


Davvero. Ogni giorno s'imparano un sacco si cose.
Ad esempio, oggi nel dare l'esame di acustica fisica ho imparato che le casse di uno stereo si comportano come un dipolo oscillante con uno sfasamento di 180°, quando me l'ha chiesto non lo sapevo. L'ho detto al professore (cioè che dando gli esami c'è sempre da imparare qualcosa). Mi ha risposto che le cose si dovrebbero imparare studiando...Vabbè, non facciamo inutile polemica sulla didattica accademica il cui fine, secondo me, è quello di dare stimoli e non verificare lo stato di apprendimento degli studenti...
Una cosa invece che imparerò domani sarà che "tre miliardi trecento trentun milioni cinquecentosei mila e novecentodue" e "otto milioni seicentonove mila e cinquecentonovantasei" non sono due numeri a caso ma i miei recapiti telefonici.
Così sapro come rispondere alle avances dei marxisti leninisti.

mercoledì, settembre 20, 2006

Doppio

A-Side
Oggi sono andato all'università per registrare un voto e, siccome la facoltà è sede del Congresso Nazionale della Società di Fisica, ne ho approfittato per chiedere un po' in giro a teste da premi Nobel dell'attuale panorama scientifico. Come già presupponevo, la comunità scientifica internazionale è divisa in 10 grandi scuole di pensiero: quelli che usano il sistema binario e quelli che non lo usano.


B-Side
Chimi
Cono
Sceca
Pisce

domenica, settembre 17, 2006


"Ci sono molte cose che sono statisticamente inspiegabili.
Una di queste è la probabilità non nulla che sparando in tutte le direzioni si uccidano tutti i direttori "

venerdì, settembre 15, 2006

Mentre Fuori Piove

Fuori piove ormai da due giorni e il cielo grigio e inespressivo come un blocco di ghisa mette tristezza.
Fuori piove ormai da due giorni e incomincia a penetrare nel mio cervello l'idea di un autunno ormai alle porte.
Fuori piove e ascolto un disco comperato da "materiale resistente" dopo aver passato l'ultimo esame.
Fuori piove e dentro ci si scalda come si può, basta poco.
Fuori continua a piovere, ma la Juve è sempre gobba, e su questo, almeno, non ci piove.

mercoledì, settembre 13, 2006

Nella Terra del Diofa'


Benvenuti a Torino: benvenuti nella terra del diofa'
Ci son tanti operai, c'era pure la fiat.

Siamo tanti assai diversi Piemontesi ciucchi persi
calabresi e mustafà.
Son tornati anche i savoaia, c'è la Juve vecchia troia
nella terra del diofa'!

Siamo fessi e cortesi:Tutti quanti testa bassa a travajè
Ma ci facciamo i cazzi nostri, non facciamo i milanesi col danè!

Noi ci piace assai la sbornia e la spussa della ciornia
i tomini col bagnet!
Se ci viene poi lo sfizio 'nduma tutti al museo Egizio
a cantare col Ramset!

Rit: Nella terra del diofa' !!!
Nella terra del... fa-sol-la-si-do diofa' !!!
Nella terra del diofa' !!!
Nella terra del minchia picio diofa' !!!

Benvenuti a Torino: assaggiate un gianduiotto col martini
c'è il salone del gusto, in via Ormea c'è la sagra dei bocchini!

C'è la mole Antonelliana e quella reliquia strana
con la foto di Gesù
C'è Borghezio a San Salvario e il rampollo miliardario
che dal ponte viene giù !!!

Nella terra del diofa' !!!
Nella terra del...fa-sol-la-si-do diofa' !!!
Nella terra del diofa' !!!
Nella terra del minchia picio diofa' !!!

Vieni a Torino anche tu: l'arte sabauda, la bagna cauda !!!
Vieni a Torino anche tu: gli alcolizzati, i disperati !!!

Salgari s'è sbudellato e Pavese avvelenato
Levi cadde dalle scale, Lucentini non le sale
Un aereo centrò il colle, Nietsche qui divenne folle
Su Macario poi sorvolo: fu disgrazia lui da solo !!!

Nella Terra del diofa' !!!
Nella terra del... fa-sol-la-si-do diofa' !!!
Nella terra del diofa' !!!
Nella terra del minchia picio diofa' !!!

(FuckTotum)

domenica, settembre 10, 2006


"Ci sono molte cose che sono fisicamente impossibili.
Una di queste è cadere da terra"

giovedì, settembre 07, 2006

Sistemi caotici e irreperibili



Oggi l'autofunzione della funzione d'onda della mia camera ha assunto un autovalore che l'ha fatta cadere in uno stato caotico-turbolento.
Purtroppo, però, ci rimarrà ancora per un numero imprecisato di giorni perchè la professoressa che doveva farmi dare l'esame di "Trattamento dei Segnali" si è resa irreperibile.
L'immagine non è un opera d'arte moderna ma è un pezzo, forse quello che più si avvicina a qualcosa di artistico, della relazione che dovevo discutere all'esame. Rappresenta lo scalogramma ottenuto con la wavelet di Morlet della serie delle anomalie della SST (sea surface temperature) e si può vedere come, all'interno del cono d'influenza, siano ben distinguibili i fenomeni con periodicità di 2-7 anni (El Nino, la Nina) tra il 1870-1920 e da 1960 al 1990...

mercoledì, settembre 06, 2006

Paranoia e Potere


No, a 'sto giro la musica non c'entra, se non per questo disco, ironico ma tagliente, che mi ha ispirato il titolo di questo post.

A volte mi viene da pensare che ognuno è padrone del proprio destino e che ci sia un ordine superiore che tiene le redini della Storia, fatta da tutti quelli che desiderano farne parte, facendo incastrare nel migliore dei modi ogni singolo evento secondo una logica lineare di causa-effetto.
Poi mi si aprono gli occhi su un link come questo e penso che sono tutte cazzate, che noi per loro siamo carne da cannone, spettatori passivi di una soap opera di dubbio gusto in cui personaggi entrano ed escono dalla scena al momento giusto.
La Truffa della "Democrazia" è grande almeno quanto è grande il mondo. Pensavi davvero di poter esercitare i tuoi diritti con una X? Bravo, chissà dove sarà finita...
Intanto in Tristalia l'ex premier più liftato del mondo rifiuta (ma ancora!?!) i faccia a faccia con CiccioBello Rutello con una scusa da scuola elementare e il neo-Rivoluzionario sub-Comandante Mortazza fa di tutto per non dare il benchè minimo segno di discontinuità ad una politica fatta di leggi ad personam, conflitti d'interesse e guerre inutili...
Oltre Oceano invece non è che sia molto meglio: il cespuglietto in bancarotta per cercare consenso tra i membri del KKK, accusa un presidende di cui non riesce a pronunciare il nome, di essere un tiranno da abbattere subito per la sicurezza mondiale. E l'altro che fa? (Sempre che sia vero ciò che passa il sistema giornalistico di stato...) Abbocca! Risponde che il cespuglietto in questione non è niente in confronto al grande Allah...
Qui la situazuione si sta vaffanculizzando sempre più e non c'è via d'uscita.
Anzi, forse no.
Al posto delle Non-Risoluzioni ONU questa signora ha una proposta molto più proponibile che rispetterebbe gli interessi di tutti.
Io l'appoggio con tutte le mie forze.
Ci sono volontari?

domenica, settembre 03, 2006

Un tranquillo fine settimana da sfascio

Questa è la vespa di mio padre, nel garage di casa nostra. Si tratta di in PX 125 del 1982. Una leggenda, l'ultimo ciclomotore a marce e in lamiera che rientra nella categoria "scooter" scritto con la C e non con la P, come per i modernissimi monomarcia giapponesi da 35 cavalli abbelliti con plasticaccia ed elettronica in abbondanza. Bello per taroccarlo, come si può vedere da tutti i fronzoli e i particolari cromati, comodo da guidare sia per andare in ufficio che per viaggi intorno al mondo, divertente per metterci le mani sopra e migliorarne le prestazioni e fare i gadani ai raduni di vespisti.
Già, anche i vespisti sono organizzati con i vari Vespa Club. Quello di Torino è abbastanza ben frequentato e, nonostante ci siano quasi mille iscritti, si conoscono tutti. Mio padre dice che è conosciuto come "Tanza e Punza", come le due zanzare di quella vecchia pubblicità del Peugeot che decidevano di farsi un giro e venivano poi investite da un'automobile, per via delle sue cadute.
Nella foto si vedono le conseguenze della caduta di oggi pomeriggio: un accorciamento di circa mezzo metro, impossibile farla tornare cone prima. Andava, dice, ai 60 all'ora quando, dietro una curva cieca una vettura che veniva in senso contrario gli ha tagliato la strada facendogli fare uno scontro frontale e un volo di trenta metri. Poi è arrivata l'ambulanza per i primi soccorsi, ma niente di grave, solo un po' di ammaccature, qualche ferita ma niente di rotto. Gli è andata bene, anzi direi che ha avuto proprio un bel culo.
La macchina con cui ha avuto l'incidente era un Peugeot.
Io invece sono andato per la seconda volta alla Festa Occitana a Santo Lucio di Coumboscuro. Nessun incidente, ma se mi è concessa la similitudine motoristica, è stato come farsi Torino-Roma in autostrata in prima: la carrozzeria non si è danneggiata, il motore non si è fuso, ma non è consiglibile farlo tutte le settimane...

mercoledì, agosto 23, 2006

Kazzate...


No, non è una semplice espressione volgare o una parodia di una marca di capi d'abbigliamento,
è un omaggio all'organo più citato del corpo umano.
Fossi baùscia, che come intercalare usano la sua compagna forse non mi sarebbe mai venuta in mente l'idea di dedicare un post al prezioso gingillo, ma che cazzo, sono turineis!
Molte espressioni del parlato non significherebbero nulla senza un bel "cazzo" di mezzo, personalmente conosco un sacco di gente che di cazzi si riempie la bocca ogni minuto, metaforicamente parlando s'intende.
Di teste di cazzo ce n'è un'infinità e non avrebbe senso elencarle tutte, di testate del cazzo basta pensare alla finale del mondiale...
I fugazi, espressione gergale americana che sta per "fucked up situation" letteralmente "situazione del cazzo" sono uno dei miei gruppi punk-HC preferito.
Una volta ho avuto la fortuna di trovare pace interiore, saggezza e verità bevendo una bottiglia di "Vino del Cazzo", vino di dDenominazione di Origine InControllata. Così recita l'etichetta:

"Vinus est salus
salus est vitam
vitam est in cazzo...
Quoniam vinum cazzi=
Vino del Cazzo"
Impareggiabile.
Cos'altro aggiungere?

domenica, agosto 13, 2006

Road Trippin'

Partenza ore 23.03 località Aubénas, Ardèche, Francia meridionale. Arrivo ore 5.48 Revigliasco, Moncalieri, Italia Nord-Occidentale.
Il fascino misterioso della guida notturna attraverso un territorio che non conosco ma che posso sforzarmi di immaginare grazie anche alla luce diffusa dalla luna calante. Una vettura, che non è la mia ma con la quale sono entrato in confidenza già da qualche giorno; dietro stanno sbadigliando, le palpebre sono pesanti dopo una giornata in canoa, e a fianco, tra un'indicazione di percorso e l'altra si fa un sonnellino. L'asfalto scivola via, leggero sotto di me. Montelimar a 40 chilometri. Procedo senza sosta, senza paura del colpo, senza incontrare troppi fanali. Fanno effetto i cartelli verdi su una strada provinciale, e la linea bianca tratteggiata ai bordi della carreggiata, ma questa è la Francia, e sto guidando già dalle 7 di sera. Decidiamo di fermarci per cena in un piccolo borgo medioevale. Il centro è accogliente, la cucina è buona, ma sono affamato e la cameriera salta da un tavolo all'altro scusandosi per il ritardo e spiega ai clienti che la cuoca è nuova, si deve ancora organizzare in cucina. Alla fine offre a tutti un digestivo tipico provenzale. Ottimo.
Risaliamo in macchina, la strada del ritorno è ancora lunga, 4 o 5 ore, o forse anche più. Le cassette volano via una dietro l'alta, De André, un live di Guccini -saltando la prima per motivi scaramantici - Rino Gaetano e poi Il Dado di Silvestri. Una canzone, me fece mele a chepa, splendida per la situazione, colonna sonora di questo viaggio, sembra scritta apposta per tener compagnia a chi si avventura in interminabili viaggi notturni. Tra Nyons e Gap ci fermiamo in un paesino per fare benzina e sgranchirci le gambe. E' l'una passata e in piazza c'è festa, ma il distributore, che non accetta contanti, si rifiuta di leggere i nostri bancomat, così si riparte. Ci riproviamo ancora a Gap e Briançon, ma è sempre la stessa storia così mi metto sulla strada e fermo un ragazzo in motorino che ci fa usare la sua carta. Forse da 'noi' non sarebbe mai successo, Merci Beaucoup. Con la voiture che non chiede più gasolio ripartiamo senza sosta verso casa. Le prime scritte in italiano al Monginevro e già si crede di essere arrivati, ma la parte più difficile deve ancora arrivare. Sono le quattro e mezza del mattino e sono l'unico sveglio.
Passo Cesana, inevitabili i pensieri di 2 settimane fa che si trasformano lentamente in ricordi. C'è Tempo e Spazio per pensare a ciò che sono e a ciò che è stato. Troppo buono la prima, niente di buono la seconda, cercare di trovare il mio ruolo nella storia, la paura di una vita trascorsa senza memoria, la realtà che non è mai come l' avevi immaginata. Mi sforzo per non farmi prendere dall'angoscia del domani. La notte non porta consiglio, ma qualche sbadiglio e nulla di più, quindi meglio smetterla di cazzeggiare e pensare ai tornanti tra Salbertrand e Exilles, visto che dovevo entrare sulla Torino-Bardonecchia a Ulzio e ho mancato l'indicazione. Ci entro a Susa, la quinta entra che è una meraviglia, così possso rilassare gamba sinistra e mano destra. Rivoli sta a 27 chilometri, forse arriviamo con l'alba. Da una parte riconosco il Musinè con la sua croce e i suoi misteri, dall'altra la Sacra di San Michele che non è illuminata. Attendo come un bambino di vedere la collina di Moncalieri dalla tangenziale, con le luci che vanno su fino alla Maddalena e le serre che di giorno riflettono la luce del sole. Sulla strada altri come noi che tornano o, forse, data l'ora più mattutina che tardo serale, partono per un altro viaggio chissà dove.
Strada Genova illuminata dai lampioni e completamente deserta così da poter vedere in linea retta da Testona a Trofarello fa una certa impressione, mi riporta alla mente, non so come, le volte che rientravo in vespa da certe insane serate. Il semaforo di Testona su strada Revigliasco lampeggia, ipnotizzato, quasi volesse segnalarmi di stare attento ancora per gli ultimi 3 chilometri. Tre dannati chilometri ed è fatta, il viaggio è terminato, un ciclo si è chiuso, a quel che sarà o farò domani non ci voglio pensare; adesso sono quasi le 6 del mattino e la notte sta lasciando il posto al giorno, decido di fare colazione e poi coricarmi nel letto ascoltando un disco che non ascolto da anni con una cazone che ho in testa da un po', splendida per la situazione, colonna sonora di questo ritorno e che sembra scritta apposta per tener compagnia a chi si addormenta solo.

sabato, luglio 15, 2006

The DECLINE


....
We are the whore - Intellectually spayed
We are the queer - Dysfunctionally raised

One more pill to kill the pain
One more pill to kill the pain
One more pill to kill the pain
Living through conformity

One more prayer to keep me safe
One more prayer to keep us warm
One more prayer to keep us safe
There's gonna be a better place

Lost the battle, lost the war Lost the things worth living for
Lost the will to win the fight One more pill to kill the pain

Na na na na na
La na na na na
Na na na na na
Na na na na na

The going get tough, the tough get debt
Don't pay attention, pay the rent
Next of kins pay for your sins
A little faith should keep us safe

Save us!
The human, existenceIs failing, resistance
Essential, the future
Written off, the odds are
Astronomically against us
Only moron and genius
Would fight a losing battle
Against the super ego
When giving in is so damn comforting...

And so we go, on with our lives
We know the truth, but prefer lies
Lies are simple, simple is bliss
Why go against tradition when we can
Admit defeat, live in decline
Be the victim of our own design
The status quo, built on suspect
Why would anyone stick out their neck?
Fellow members Club "We've Got Ours"
I'd like to introduce you to our host
He's got his, and I've got mine...

Meet the DECLINE

giovedì, luglio 06, 2006

Sistemi Caotici e Turbolenti

Questa è camera mia, meglio: questa è la mia camera come l’ho trovata oggi pomeriggio quando sono tornato a casa dall’università dopo aver sostenuto 3 ore e mezza di esame scritto. Questo invece è il professor che tiene i corsi di oceanografia e fisica delle onde non-lineari, è diventato il mio idolo da quando ha iniziato a venire a lezione con camicie hawaiane e le braghe corte…
Ebbene, sono entrato nel tunnel della sessione estiva: dopo aver lungo cicaleggiato nei mesi di maggio e giugno è per me giunto il momento di sbattermi un poco e questa foto lo dimostra. Non che ne vada fiero, ma fin da piccolo facevo il tifo per il caos: avevo un quadernetto con in copertina Lupo Alberto in una camera che al confronto la mia è ordinata e il motto scritto a caratteri cubitali: “I GENI VIVONO NEL CAOS, I FESSI NELL’ORDINE”.
Al liceo poi, quando qualche odiato professore si permetteva di farci notare che l’ultima fila di banchi era peggio di un porcile, era il massimo del godimento: io e il mio compagno di banco ci guardavamo dritto negli occhi e accennando un sorriso si rispondeva in coro : ”Lei sa cosa diceva Shakespeare? L’ordine è la virtù dei mediocri…” Non ci venne mai in mente di verificare se la citazione fosse corretta, ma aveva in sè un fascino così grande che bastava a esaltarci.
Adesso sono all’università e medito il fatto di come la turbolenza sia molto più efficace rispetto al moto browniano o alla diffusione molecolare nel trasporto dei traccianti passivi in un fluido. Ad esempio sto studiando sulla scrivania, prendo una matita dal cassetto e la lascio lì senza rimetterla a posto: diffusione molecolare. Do un colpo accidentale e la matita rotola per terra: moto browniano. Squilla il telefono, con la matita in mano vado a rispondere in sala, è una compagnia telefonica che vuole propormi un’offerta vantaggiosissima, riattacco seccato dopo 5 secondi, lascio la matita sul mobiletto del telefono, ritorno a studiare sulla scrivania e non trovo la matita che avevo in mano poco tempo prima: moto caotico. E la foto iniziale è la prova sperimentale che il caos ormai fa parte della vita quotidiana: una piccola differenza nelle condizioni iniziali e tutto può cambiare, quello che mai pensavi ti sarebbe potuto succedere succede e magari una sera ti ritrovi con una amica a bere una birra alla maddalena osservando dall'alto l'Augusta Taurinorum e le nostre vite incrociate o ai murazzi fino a tarda notte saltando da un locale all'altro. Ci hanno pure fatto un film: "Sliding Doors", ma è il solito e banale Happy Ending.

mercoledì, giugno 28, 2006

C'era una volta Sergio...




Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere a un grande spettacolo: la proiezione in una sala cinematografica di uno dei più bei film di tutti i tempi firmato da uno dei personaggi italiani più conosciuti e apprezzati all'estero.
Ad aprire la rassegna cinematografica di Piemonte Movie è stata la versione mai proiettata al cinema di "C'era una volta il West", con la splendida Claudia Cardinale e 400 metri di pellicola in più.
Non avevo mai visto un film di Sergio Leone sul grande schermo e sono rimasto più che affascinato dai suoi leggendari primissimi piani, ma quello che ha reso indimenticabile la serata è stata la presenza in sala dello scenografo Carlo Leva e della signora Leone che, con le loro testimonianze e i loro aneddoti su Sergio, hanno reso l'evento più unico che raro.
Veramente spettacolare.

sabato, giugno 24, 2006

chi non salta un monarca è!!!

"Dai, dai cúnta sú,
ah beh, sì beh,
dai cúnta sú, ah beh, sì beh...
Ho vist’ un rè.
Se l’ha vist cus’è?
Ho visto un rè!
Ah beh, sì beh, ah beh, sì beh...
Un re che piangeva seduto sulla sella,
piangeva tante lacrime...
ma tante che
bagnava anche il cavallo
Povero re!
...e povero anche il cavallo!
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh..."

Assolutamente anti-monarchico, fin dai tempi in cui si scoprirono quelle belle canzoni molto politically, per niente correct.
Peccato che gli abbiano già fatto terminare la villeggiatura in quel di Potenza, magari qualche notte ancora e avrebbe imparato a scendere dal letto, l'unico castello può permettersi di reclamare...

giovedì, giugno 15, 2006

Gay Pride? Gaffe Pride!

Il prossimo fine settimana Turin sarà il palco-osceno di due importanti avvenimenti: il Gay Pride e l'EuroVespa. Devo ammettere di essere un po' amareggiato per l'attenzione che la stampa riserva al primo rispetto al mutismo dedicato al secondo. Lo trovo una gratuita ingiustizia nei confronti di chi si fa migliaia di chilometri su pezzi di storia per partecipare alla più originale delle sfilate motoristiche.
Con la mia vespa 50 (eh eh...) del 1971 mi ritenengo appartenente al popolo dei vespisti: scriverò quindi su questo blog qualcosa con tematiche connesse al Gay Pride sottolineando ancora una volta la natura caotica e irrazionale degli esseri umani.

Questa storia fa riferimento a fatti e personaggi realmente esistiti.
C'era una volta la mia compagna di classe Margherita che un bel giorno decise di andare a vivere a Torino con la una compagna di corso di cui non ricordo più il nome. La casa molto carina si trovava dietro il PAM di corso Massimo a due minuti in bici dalla facoltà di medicina e chirurgia che entrambe frequentavano e a un isolato dalla palestra di karatè che i miei vicini di casa frequentavano.
Per titrare sù qulche soldo in quel periodo ero solito accompagnare i due vicini di casa a karatè e, per non aspettare in macchina solo come un cane o, peggio ancora, per non sorbirmi un'ora di arti marziali infantili e relative madri casalinghe degli infanti, spesso andavo a prendere un caffè dalla mia amica Marghe e dalla sua "conqui" di cui non ricordo il nome.
Ciò che sto per raccontare accadde un bel pomeriggio di maggio, una di quelle giornate bellissime in cui ti senti leggero e spensierato come un ventunenne e non pensi che da un momento all'altro potrebbe accadere qualcosa di drammatico. Mi pare fosse un mercoledì, e come ogni mercoledì i due pupilli dovevano essere trasportati a karatè e io già pianificavo l'operazione :"li lascio davanti al cortile, parcheggio l'auto sotto casa di Marghe con i lampeggianti, così, casomai passasse un civic non mi fa la multa..." Citofono. "Sono Luca, Marghe c'è?" Risposta :"No, ma sali lo stesso che ti offro un caffè". Devo dire che la "conqui" di cui non ricordo il nome era proprio simpatica e molto alla mano. Entro saluto la "conqui" di cui non ricordo il nome la quale mi presenta a sua volta una sua amica di cui pure non ricordo il nome. Due chiacchiere di circostanza e salta fuori che l'amica della "conqui" di cui non ricordo il nome sarebbe andata alla festa che la sua sqauadra di calcio aveva organizzato per la promozione in serie B. Il discorso mi sembra interessante, anche se non ne colgo le potenziali insidie e, cercando di sembrare il più simpatico possibile "Wow, giochi a calcio femminile? Sei la prima ragazza che conosco che gioca a calcio! Toglimi una curiosità, se i giocatori di calcio maschile se la spassano con le veline, voi ragazze ve la spassate con i divi dello spettacolo?" Risponde la "conqui" di cui non ricordo il nome anticipando la risposta dell'amica che avevo conisciuto giusto 2 minuti prima: "Beh, non proprio, più che altro se la spassano tra di loro..." e io, cercando ingenuamente di guadagnare ancora qualche punto simpatia: "Oh Oh, Lesbicone!! Tu non sarai mica una di quelle, spero?"
Gelo. Silenzio. Brividi.
Vedo la "conqui" di cui non ricordo il nome cambiare espressione e la sua amica arrossire dietro un sorriso appena accennato e, nell'imbarazzo più totale sussurrare qualcosa che mi fa sprofondare di 10 metri nella sedia su cui ero seduto, mi sento affogare nella tazza di caffè che avevo in mano, qualcuno mi lanci un salvagente!!
Me la cavai tutto sommato ancora bene cercando di riparare l'irreparabile sostenendo di essere per la totale libertà delle scelte individuali e che l'importante era l'amore e non il sesso della persona amata...
A due anni di distanza questa storia mi fa ancora sorridere e mi piace raccontarla per fare della facile autoironia che, in fondo, e' l'unica arma ho per sdrammatizzare certe situazioni.

martedì, giugno 13, 2006


Ieri mattina sorella morte ha fatto visita a mio Nonno.
Si è alzato presto, è andato sul balcone a guardare il tempo e la sua vigna nelle langhe poi è tornato nel letto, ha spento la luce sul comodino ed è stato stroncato da un edema polmonare.
Buon meritato riposo, Nonno.

venerdì, giugno 09, 2006

Everything Sux Today

Ci sono giorni e giorni. Giorni in cui ti svegli pieno di vita e affronti la giornata con entusiasmo anche quando apri le finestre e ti accorgi di aver messo la sveglia un ora prima del dovuto e giorni in cui ti svegli gia' stanco senza uno stimolo particolare che ti faccia alzare dal letto...
Oggi mi sento piu' appartenente al secondo modello, non c'e' niente che vada male, ma non c'e' nemmeno niente che vada al meglio, cosi', alla domanda "come stai?" risponderei "medio", come avrebbe risposto il Vecchio Alex, presunto alter-ego di tempi passati.
In realta' questo stato in cui mi trovo stamane e' dovuto a quello che mi e' successo ieri pomeriggio: la cerimonia della consegna delle borse di studio ai figli dei dipendenti FIAT, che, come del resto mi accadde anche l'anno scorso, mi fa precipitare in uno stato profondamente riflessivo.
"Noi contiamo su di voi nuove generazioni di ribelli" cosi' veniva cullata la mia post-adolescenza, e i vari "voi" rispondevano ognuno a modo suo senza dover presentare un curriculum delle proprie attivita' .
"Complimenti a tutti voi per essere qui a festeggiare i vostri importanti risultati, noi siamo molto interessati a voi (futuri dipendenti, ndr) che siete la creme, la futura classe dirigente", questo piu' o meno lo stesso discorso che anche quest'anno ha fatto un top-meneger amministratore delegato gran testa pensante... "Bisogna vedere se noi siamo interessati a voi" cosi' avevo risposto l'anno scorso a un capo del personale. Quest'anno invece mi sono spinto anche oltre.
Dopo aver "visitato" (manco fossimo una comitiva di turisti in un museo...) le linee di produzione di Grande Punto, Thesis e Multipla, dopo aver fatto qualche giro in pista sui nuovi modelli del gruppo (Brera e Grande Punto) e dopo aver visitato il nuovissimo e luccicantissimo "MotorVillage" di Mirafiori, dopo aver aspettato piu' di 40 minut l'inizio della cerimonia in un salone con 2 schermi giganti sui quali venivano proiettati incostantemente immagini e filmati del gruppo, il top-meneger amministratore delegato gran testa pensante di cui sopra ha aperto la cerimonia autoparagonandosi ad un prete durante l'omelia della messa per i ragazzi.
Il discorso pieno di belle parole sul gruppo, sugli obbiettivi, sulle sfide sui nuovi modelli... e, infine, l' immancabile la domanda "So che avete provato le nostre automobili, che ve ne pare? E' vero o no che sono proprio belle?"
Mi e' venuta in mente quella volta che mio nonno, mettendo il carburante nel trattore mi disse: "Questo trattore va be bene, anche la mia macchina va bene, ma hanno lo stesso problema: se non ci metti la benzina 'a van nen!" cosi', al momento della consegna degli assegni, stringendo la mano al top-meneger amministratore delegato gran testa pensante gli sussurro qualcosa tipo: "Non servono modelli nuovi, servono modelli innovativi: le automobili che ho visto oggi sono ancora tutte alimentate con derivati del petrolio, i motori termici sono tecnologie del secolo scorso e hanno un basso rendimento, quand'e' che farete automobili ecologiche che non emettono micropolveri e sono indipendenti dagli aumenti del prezzo dei preziosi barili?"
La risposta e' stata: "Bravo, hai detto una bella cosa ridilla nel microfono" e poi, a proposito del mio discorso "Ieri su 'La Stampa' ho visto una foto di Pechino piena di smog, le nostre auto inquinano di meno, e poi l'auto ecologica ce l'abbiamo gia', si chiama Panda Eco."
Ottimo, non era questo il mio discorso, ma, come si suol dire, lasciamo stare....

lunedì, giugno 05, 2006

Basta!!!

Quante notizie come questa dovremo ANCORA sentire prima di vedere la parola "fine" su questa triste storia?
Quante fiaccolate pacifiste dovranno ANCORA essere organizzate per ribadire il nostro rifiuto alla guerra?
Quante altre prove dovranno ANCORA essere inventate per giustificare la presenza dell'esercito italiano?
Quanti talk-show dovremo ANCORA sorbirci prima che i nostri governanti, nuovi o vecchi che siano, ammettano il madornale errore e ci tirino fuori da questo pantano?
Che ci pensi Giorg Babbeliù a risolvere 'sto casino, che ce la metta lui la sua bella faccia da middleclass perbenista e bigotta davanti alla comunità internazionale.
E voi uomini politici di sinistra: lo avete messo nel programma elettorale? Bene io (e non solo) vi ho votato anche per questo; dimostrateci che c'è differenza tra voi e i vostri ex avversari elettorali, dimostrateci che siete persone d'onore che mantengono la parola data.
Basta con le stronzate sul rifinanziamento per "organizzare il rientro", previsto per ottobre o gennaio 2007 o chissà quando. Lo scorso week-end millioni di italiani sono andati a farsi il bagno al mare e sono rientrati tutti insieme domenica sera per essere al lavoro lunedì mattina: volete farmi credere che ci vanno 6 mesi per far rientrare 3000 soldati?? Non la bevo.
Stavolta inventatevi qualcosa di più credibile, prima però andate in ginocchio a casa dei parenti di Alessandro Pibiri e spiegategli che è morto per il bene della nazione.
Se ne siete capaci.

Mi sa che 'sto disco...





Ho comprato l'ultimo uscito degli Assalti Frontali giovedì e dopo quasi una settimana che lo ascolto a rota proverò a dire cosa ne penso.
Il titolo del disco mi faceva ben sperare, mi aspettavo un album con sonorità e liriche "notturne" come era "banditi", di 8 anni fa, il primo uscito con una casa discografica vera, non autoprodotto, con ottime basi firmate da Ice-One e testi mozzafiato: uno dei dischi più preziosi che ho.
Questo disco non volta sicuramente le spalle alle origini antagoniste della posse, a cominciare dalla copertina, un remake in chiave italo-rap di una immagine di malcolm X, ma non mi convince del tutto.

Ascoltandolo per la prima volta il pensiero è stato "Mi sa che Militant-A ha finito le cartucce da sparare, si sente che ormai ha perso i colpi: questo disco è lontano kilometri dai bei tempi di Conflitto...". Le basi, curate da uno studente del conservatorio, sono una gran novità, si sente poi la mano esperta di Max Casacci dietro le quinte. Alcune sono veramente ben fatte e spaccano, altre invece... lasciamo stare.

I testi tutto sommato non sono poi così male come ho pensato appeno ho fatto girare il cd nello stereo, ma non hanno nulla a che vedere con le liriche di Banditi, Conflitto o Terra di Nessuno in cui si sentiva che ogni parola era pesata e ogni rima aveva un significato, una sua storia. Anche se non riesco a digerire alcune rime banali e orribili tipo "che stress i ross" oppure "in autostop ascoltando musica hip-hop", ascoltando bene ho ritrovato qua e là un po' del vecchio stile di fare rap tipico degli Assalti.

Insomma, per capire cosa ne penso di questo disco dovrò vederli dal vivo appena tornano a Torino, nel frattempo mi studio bene il disco e vado a sentirmi i concerti che posso. A proposito, giovedì sera sono andato a sentire gli "Après la Classe" e mi sono divertito un casino e venerdì sera suonano a Moncalieri i "Linea 77"!